Anche l’Islam permette i sexy-shop

bayan-sexyshop

Al contrario di quanto ci si aspetterebbe la religione islamica sembra essere piuttosto aperta in tema di sesso: ha infatti aperto il primo sexy-shop online.

Il sito si chiama Bayan ed è nato in Turchia, da un’idea dell’imprenditore 38enne Haluk Murat Demirel. Parlando con alcuni suoi amici è venuto a sapere che cercavano consigli e prodotti sessuali, ma trovavano i contenuti presenti sui siti troppo espliciti. E quindi ecco l’idea: creare un e-sexy-shop halal, che segue cioè la legge Coranica.

Sebbene ci siano norme molto severe che regolano le relazioni pre-matrimoniali, il Corano e gli Hadith (collezione di detti del profeta Maometto) rendono chiaro che il sesso – al contrario della visione cristiana – non ha solo una funzione procreativa: l’importante che venga fatto all’interno del matrimonio. Il Profeta ha detto che gli uomini non devono lasciare le proprie mogli per più di sei mesi, in modo da evitare un abbandono sessuale, e ci sono anche alcuni noti riferimenti ai preliminari negli Hadith.

Per poter realizzare questo particolare e-shop, però, ha dovuto comunque seguire certe regole. Non gli è possibile vendere vibratori o altri articoli per il piacere sessuale personale, sebbene ci sia un po’ di confusione sul livello di proibizione della masturbazione da parte dell’Islam. Secondo Hamza Yusuf, studioso Americano Musulmano e co-fondatore del Zaytuna College, a Berkley (California), alcuni studiosi infatti affermano che la pratica della masturbazione sia vietata, altri invece affermano che sia solo scoraggiata: “Coloro che la scoraggiano, lo fanno per prevenire la fornicazione.” Una sezione nel Corano, ampiamente conosciuta nel vietare la masturbazione, afferma che i “credenti” sono coloro che “proteggono i propri organi sessuali tranne che dal loro coniuge…. Chi cerca più di ciò [nella soddisfazione sessuale], è un trasgressore.”

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Il negozio on-line inoltre ha – dietro login – sezioni visibili diversamente per uomini e donne e non possono essere mostrate immagini pornografiche, perché quel tipo di immagini mostrano zone che non possono essere viste in pubblico (o awrah): per gli uomini dall’ombelico (non incluso) alle ginocchia (a seconda delle scuole, incluse o no), per le donne tutto il corpo eccetto mani e occhi (o al massimo l’intero viso).

L’ultima restrizione per il sito è quella di vendere olii da massaggio o lubrificanti di tipo rigorosamente halal: nel caso siano di origine animale, gli animali devono essere stati uccisi secondo le regole islamiche (halal, appunto) e il maiale non è compreso fra gli animali permessi. I preservativi realizzati con grasso di maiale, secondo Yusuf, sono quindi haram (proibiti).

Fonti: DAILYBEST | Foreign Policy

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