Bisognerà diventare atei per evitare il riscaldamento globale?

riti religiosi causano riscaldamento globale

Un nuovo studio afferma che buona parte dell’inquinamento del subcontinente indiano potrebbe essere causato dai riti religiosi.

Fra il 2011 e il 2012 i ricercatori del Desert Research Institute (Nevada) e del Pandit Ravi Shankar Shukla University (Chhattisgarh, India) hanno misurato le emissioni causate da matrimoni, cremazioni, bacchetti di incenso nei templi e nei cimiteri individuando, hanno affermato al magazine Nature, quattordici composti organici volatili “mortali” tra cui formaldeide, benzene, stirene e butadiene. L’impatto è molto più di quanto ci si aspetterebbe: circa il 23%. È stato scoperto che le pire funerarie, in particolare, erano le maggiori produttrici di “carbonio marrone” (brown carbon) (una delle classi di carbonio organico assorbitori di calore), considerato la seconda causa del riscaldamento globale, in quanto assorbe la luce del sole e restituisce calore, come una invisibile coperta. Le sue particelle scure si depositano sulle nevi e sui ghiacciai Himalayani, causando il loro riscaldamento e conseguente scioglimento.

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Da molto tempo i ricercatori sospettavano che i riti devozionali religiosi in India, Nepal e Sud-Asia, come il fumo sacro delle pire funerarie Indù, i cimiteri musulmani e l’incenso nei templi buddhisti, fossero responsabili di almeno un quarto dei gas serra responsabili del riscaldamento globale nel subcontinente indiano. Gran parte di questo inquinamento però è trascurato perché causato da perdite umane e proveniente da riti religiosi. Il team di ricerca ha però avvertito che l’entità di questo danno ambientale richiederà ulteriori e più approfonditi studi.

“Ci sono tre milioni di luoghi devozionali e vengono celebrati oltre dieci milioni di matrimoni ogni anno nella sola India, secondo un censimento del 2011. Quando i risultati ottenuti sono stati moltiplicati per questa scala, la quantità di emissioni è stata sconcertante.” ha affermato il ricercatore Shamsh Pervez.

Fonti: The Economic Times (India Times)The telegraph

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