Taima Mandala Documentary

Myo Edizioni ha pubblicato un bellissimo documentario sul Taima Mandala.

Di seguito un estratto della presentazione.
Quando si menzionano i “mandala”, la maggior parte delle persone pensa ai mandala esoterici, nel contesto del buddhismo Shingon giapponese o della tradizione tibetana.

Ma circa mezzo secolo prima che Kukai (774 – 835) portasse in Giappone dalla Cina l’insegnamento Shingon e, tra le altre cose, due mandala principali, un mandala della Terra Pura era già presente in Giappone, conosciuto con il nome di Taima Mandala.

Myo Edizioni ha anche aperto un sito web dedicato al documentario, dove è possibile trovare informazioni inerenti sia il documentario che il Mandala stesso. Inoltre, sempre dallo stesso sito è possibile scaricare gratuitamente l’intera colonna sonora, realizzata da Massimo Claus, che accompagna le immagini di questo antico oggetto di culto del Buddhismo Shin (Buddhismo della Terra Pura) e Tesoro Nazionale Giapponese.

Un CD per imparare a pregare

Myo Edizioni Website
Riceviamo e pubblichiamo queste lettera dedicata alla casa discografica Myo Edizioni.
Avvicinarsi al sentiero del Buddha per un occidentale è come mettere la testa sott’acqua. Quelli fra noi, amanti del mare, sanno che il fascino che questo meraviglioso elemento esercita su di noi, è più forte sotto la superficie: un altro mondo si schiude innanzi ai nostri occhi, abituati sempre di più a tutto ciò che il mondo in superficie ci propone.
Lo stesso accade di fronte a quel ricercatore dello spirito chiamato comunemente ‘buddhista’: quante volte una persona che professa la sua passione per il sentiero tracciato dal Venerabile Gautama è ancora scambiata per uno pseudo ‘peace and love’ poco distante dai fumatori di cilum dei raduni musicali visti in tv. Nulla di più distante, cari amici, niente di più falso. Quanta ignoranza c’è intorno a questa millenaria disciplina dello spirito! Continua a leggere

La fantasia nelle rappresentazioni visive buddhiste

Speriamo che queste opere di fantasia non diventino realtà….

Festival Cinema Buddhista

Grazie alla collaborazione tra collaborazione con il Centro Culturale Candiani, il Dojo Zen Mestre “Mushotoku” e l’Associazione Culturale RistorArti nasce “Lo specchio e la polvere”, primo festival di film buddhisti.

Prenderà il via l’11 settembre a Venezia Mestre e proporrà una bouquet di film di ispirazione buddhista più o meno recenti, per creare un’occasione di dibattito e riflessione.

Il programma prevede:

  • giovedì 11 settembre, ore 21.00 L’arpa birmana di Kon Ichikawa (1956);
  • giovedì 18 settembre, ore 21.00 Morte di un maestro del tè di Kei Kumai (1989);
  • giovedì 25 settembre, ore 21.00 Perchè Bodhi Dharma è partito per l’Oriente? di Bae Yong-kyun (1989);
  • lunedì 29 settembre, ore 21.00 Racconti della luna pallida d’agosto di Kenji Mizoguchi (1953

Oltre alla programmazione di film, la rassegna cinematografica propone anche alcuni eventi collaterali:

  • giovedì 18 alle ore 20.00 all’osteria La Vida Nova cena ispirata alla cucina giapponese, a base di pesce Sashimi e di Tempura, «durante la quale saranno affrontati corposi argomenti per ribadire che anche consistenze gustose e saporite possono portarci, se correttamente affrontate, sui sentieri alati dello spirito…»
  • giovedì 25 alle ore 19.30 inaugurazione della mostra di opere pittoriche realizzate da Flavio Bertini ispirate al buddhismo Zen. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Centro Studi Maitreya sarà seguita da rinfresco.

Per maggiori informazioni:
Dojo Zen “Mushotoku” all’indirizzo flaviobertini@libero.it oppure ai numeri 335 428749 (Giovanni), 338 9622028 (Flavio), 329 9030999 (Marco).

Buon compleanno Hokkekyo Shu!!!

Lettera di Rev. Nisshin, fondatore di Hokkekyo Shu

Quando penso alla nascita di Hokkekyo Shu mi tornano alla mente le colline verdi del basso Monferrato, il paesaggio di Bandita di Cassinelle, in provincia di Alessandria. La nostra scuola è nata li, fra il concerto delle valli di fronte e i colori dei tramonti d’estate. Come chi nasce in campagna, per mano giornalmente con la natura, Hokkekyo Shu è un Sangha schietto nella forma e negli intenti. Io da parte mia mi considero un Don Camillo Buddhista. Chi mi conosce questo lo sa bene. In quest’anno siamo cresciuti molto, sia di numero che spiritualmente, e questo mi rende felice e fiero di tutti voi. Vi sono grato per questa senzazione di calore che sento intorno a Hokkekyo Shu e a me. Io sono Italiano, di Genova precisamente e come tutti i genovesi ho un carattere un po’ chiuso che mi porta alle volte a non riuscire davvero ad esprimere ciò che sento. Faccio di tutto per migliorare, ma a volte mi siedo. C’è molta curiosità intorno a noi e questo mi piace. Abbiamo deciso di seguire il Sentiero del Buddha così come ci è trasmesso, da quello che noi consideriamo al pari della Bibbia per Cristiani: Il Sutra del Loto. Chi ha già sentito parlare di questo meraviglioso Sutra, lo associa alla corrente di pensiero del Maestro Nichiren, o adirittura alla Soka Gakkai. Nella realtà il culto del Sutra del Loto è antecedente. Pur riconoscendo il Maestro Nichiren un grande profeta e studioso, non siamo una scuola Nichirenista, noi aderiamo al Sutra del Loto nell’interpretazione del Buddha e di nessun altro, per quanto autorevole esso sia. Studiamo il Sutra e lo pratichiamo prima che innanzi al nostro altare, nella vita di tutti i giorni, cercando di trasformare in azione il desiderio di compassione o misericordia che come ci dice il Buddha nel cuore del Sedicesimo capitolo, è la suprema pratica e la Sua vita è scaturita da questo. Nessun dogma dottrinale, anzi a differenza di tutte le altre scuole che hanno al centro della loro dottrina il Sutra del Loto, noi invochiamo il Sutra nella lostra lingua, perchè crediamo che sia importnte stabilire un cantatto reale. Per fare questo io devo comprendere ciò che leggo. Seguiamo i precetti Buddhisti che sono la nostra barca per percorrere il Sutra del Loto. Riformiamo la nostra vita in funzione di questo, perchè vivere gli Insegnamenti racchiusi nel Sutra vuol dire regolare la propria esistenza secondo I principi che sono alla base del Buddhismo. Senza questo non c’è percorso e la vita può diventare un abirinto. Bisogna essere molto motivati per far parte del nostro Sangha. Hokkekyo Shu è uno stile di vita! Questo è molto importante per noi e per il desiderio che abbiamo di sentirci davvero discepoli del Buddha.

Domenica è il nostro compleanno. Solitamente in queste occasioni si ricevono regali. Ho pensato di andare un po contro corrente facendo io un regalo a tutti voi che ancora non ci conoscete. QUI potete scaricare il file audio della Cerimonia del Sutra del Loto, la nostra pratica giornagliera. So che vi piacerà. Tanti auguri a tutti e che la Benedizione del Buddha accompagni il percorso di ogniuno di noi. Attenzione a non brindare troppo però!

Possiate essere sereni ovunque voi siate.

Nel Dharma

nisshin

Morto il patriarca della chiesa buddhista unificata vietnamita Thich Huyen Quang

La notizia è del 07/07, fonte AsiaNews.com

Il governo teme i funerali di Thich Huyen Quang, patriarca buddhista ed eroe della libertà religiosa

di Nguyen Van Tranh
Era il capo della chiesa buddista unificata, dichiarata fuorilegge dal governo di Hanoi. È morto a 87 anni, dei quali metà spesi in prigione, in esilio e agli arresti domiciliari. Per lui la libertà religiosa è la base anche del progresso economico.

Hanoi (AsiaNews) – Si terranno questa settimana i funerali di Thich Huyen Quang, patriarca della Chiesa buddista unificata (Cbu), bollata come fuorilegge dal governo vietnamita. Rappresentanti del governo accusano la Cbu di voler utilizzare i riti funebri per “vantaggi politici”.

Thich Huyen Quang è morto il 5 luglio scorso, dopo mesi di malattia. Aveva 87 anni, dei quali almeno metà passati in prigione, in esilio e agli arresti domiciliari. Per 16 anni ha guidato la Cbu, divenendo un simbolo molto rispettato della lotta non violenta per la libertà religiosa e per i diritti umani in Vietnam.

Nato a Binh Dinh, nel sud, nel 1920, diventa monaco all’età di 12 anni. All’inizio si impegna per combattere la colonizzazione francese; durante la guerra del Vietnam, è attivo nel movimento buddista pacifista, partecipando a diverse conferenze internazionali.

Dopo l’unificazione del Vietnam, mentre il governo cerca di eliminare le religioni, Thich Huyen Quang subisce diverse volte arresti e condanne. Nell’81 il Vietnam fonda la “Chiesa buddista vietnamita”, sotto il controllo del Fronte unito, per spezzare la resistenza della Chiesa buddista unificata.

A causa delle sue forti proteste, insieme a un altro eroe della libertà religiosa, Thich Quang Do (ora suo successore), subisce l’esilio e l’isolamento. Thich Huyen Quang ha vissuto da solo nella pagoda di Quang Phuoc (provincia di Quang Ngai). Nel ’90 Amnesty international lo elegge a prigioniero di coscienza e l’Onu lo dichiara “Vittima di detenzione arbitraria”.

Nominato nel ’92 capo della Cbu, il governo – come testimoniano alcuni documenti segreti del Partito – gli lancia contro una campagna per bloccare “le attività malvagie rilegali di Huyen Quang e dei suoi complici… senza risparmiare sforzi nella lotta contro Huyen Quang e… tagliare le braccia e le gambe” della Cbu.

La campagna porta a decine di arresti di monaci e fedeli che non si piegano al volere del Partito. D’altra parte la Cbu è appoggiata almeno dall’80% dei buddisti vietnamiti e grazie a questa rete di solidarietà, i messaggi e le indicazioni del patriarca buddista riescono a diffondersi, fino ad organizzare manifestazioni con decine di migliaia di aderenti, le più imponenti nella storia del Vietnam unificato. Intanto l’impegno di Thich Huyen Quang a favore della libertà religiosa della Cbu diviene anche un pesante giudizio sulle malefatte economiche del governo vietnamita, che sta inabissando la popolazione in una miseria senza fine.

Nel suo messaggio per il compleanno del Buddha, lo scorso maggio, egli scrive: “lo sviluppo economico del Vietnam ha portato qualche miglioramento. Ma allo stesso tempo, anche il livello di povertà è aumentato. Non c’è solo l’abisso fra ricchi e poveri, ma la separazione fra governanti e governati. La politica del Vietnam ha prodotto ‘una nazione ricca e un popolo povero’, il contrario degli slogan sulla prosperità diffusi dal governo…. Per quanto riguarda le libertà umane, non abbiamo nulla – tutti i diritti e le libertà di base sono negati. Le comunità religiose non possono agire con libertà, e come risultato, i problemi sociali ristagnano e si approfondiscono. È impossibile portare luce dove vincono povertà e mancanza di libertà”.

Ecco una piccola rassegna stampa sulla Chiesa buddhista unificata del Vietnam:

Attacco polizia ad una pagoda della chiesa unificata buddhista

Risoluzione Europarlamento comprendente analisi situazione chiesa buddhista unificata del Vietnam (1995?)

Trent’anni di repressione Parla dall’esilio il monaco buddista Thic Tri Luc (2004)

Il monaco Thich Tri Luc, monaco in esilio (2005)

Nuovi documenti

Logo di Scribd

Nuovi documenti sono stati aggiunti sul nostro account Scribd, tra i quali

la versione inglese del Sutra di Kannon

la pronuncia e la traduzione del Sutra del Cuore

il significato della bandiera buddhista