Karim Wasfi, un violoncello contro le bombe


Cosa c’è di strano in una bomba che esplode a Baghdad? Poco, forse. Purtroppo. Ma di strano c’è che qualcuno lì prova a combattere le bombe con un violoncello.

Si tratta di Karim Wasfi, il direttore della Iraqi National Symphony Orchestra: pochi giorni fa, dopo l’ennesima esplosione in città, ha preso una sedia, il suo violoncello ed ha suonato nel luogo dove una macchina imbottita di esplosivo aveva distrutto palazzi, ucciso almeno dieci persone e ferite una trentina. È stato un atto nato d’impulso e ha suonato una delle sue composizioni: “Baghdad Mourning malinconia”.
“La mia casa si trova proprio dietro quella strada principale, quindi era molto simbolico per me svegliarmi, prendere il mio violoncello e andare in quel luogo, prendere il mio violoncello dalla custodia, sedermi fra le macerie e le schegge, in quella scena di morte, di fuoco, di esseri umani trasformati in cenere, e suonare.”, ha detto.

“Perché è andato sul sito di un’autobomba a suonare il suo violoncello?” gli chiede un giornalista di Al Jazeera.
“È in parte la convinzione che civiltà e perfezionamento siano lo stile di vita che la gente dovrebbe portare avanti,” risponde lui “e, per raggiungere questo, penso che l’arte in generale, e la musica in particolare, siano un ottimo modo per trasmettere un messaggio di questo tipo.”
“Quindi l’atto di suonare il violoncello era opposto all’atto di far detonare una bomba?”
“Sì. Creare vita. […] Quando le cose sono insane e non normali, ho l’obbligo di ispirare le persone, condividere speranza, perseveranza, dedizione e preservare la vita.”
Vivendo in una situazione di costante conflitto, Wasfi è preoccupato che l’Iraq di concentri solo a sopravvivere, mentre l’arte e la cultura diventano sempre più marginali.
Al Jazeera: “Alcune persone dicono che, in un tempo di guerra, la musica e la cultura sono un’indulgenza, che le persone hanno bisogno di concentrarsi su altri beni di prima necessità.”
Wasfi: “Una dichiarazione assolutamente falsa. Penso che questa sia spazzatura. In questa fase, sono necessarie quanto il cibo, l’ossigeno, l’acqua.”
Al Jazeera: “Perché la cultura e la musica sono basilari quanto cibo e acqua?”
Wasfi: “Perché affinano e coltivano. Perché ispirano le persone. Perché sviluppano cervelli migliori. Perché aiutano con la matematica e la fisica. Perché aiutano con le belle arti e la pittura. Perché rendono i bambini ben educati. Perché hanno abbastanza disciplina per far diventare le persone creative quanto un ingegnere o un medico o un ufficiale dell’esercito. Perché hanno un impatto positivo sulla psicologia degli uomini. Perché si respira meglio. Perché fanno pensare meglio e più chiaramente. […] E, prima di tutto questo, sono un linguaggio internazionale di reciproca comprensione. Sono tutto.”
Di fronte alle sue sue performance, le persone hanno reagito in un modo molto civile: si sono raccolte intorno a lui, pianto, si sono abbracciati e hanno acceso candele. Hanno capito “l’importanza della civiltà e della bellezza”.
Fra di loro c’era anche Ammar al-Shahbander, 41 anni, di origini irachene ma di nazionalità svedese, direttore iracheno dell’Institute for War and Peace Reporting. Qualche giorno dopo, la notte del 2 maggio, un altro attentato dinamitardo nell’area di Karrada ha ucciso proprio Ammar al-Shahbander, insieme ad altre 16 persone, e Wasfi ha suonato anche lì.
Wasfi e Shahbander facevano parte di un gruppo di intellettuali iracheni che erano tornati in patria dopo l’invasione del 2003 USA, con la speranza di sviluppare le comunità dei media e artistiche irachene.
Nel paese le sue performance musicali sono accolte in gran parte da entusiasmo e sono supportate, ma alcuni lo hanno anche accusato di voler fare auto-promozione, mentre altri lo accusano di suonare solo in quartieri relativemente benestanti.
“Si sente minacciato, perché alcuni dei gruppi armati in Iraq sono anche contro le rappresentazione pubbliche di certi tipi di musica?” chiede Al Jazeera.
“Il governo non ha mi ha offerto alcuna protezione.” risponde Wasfi “Io non sono minacciato. Penso che sto minacciando le persone che hanno una mentalità chiusa, individui retrogradi. Io non sono intimidito. Non è solo sfidare il terrorismo. Si tratta di dovere e standard elevati. Se le persone sono così infastidite da non accettare la musica – diversi generi di musica o la musica classica, che è quella che faccio io – se questo non viene accettato, se è demonizzato e le loro orecchie sono in grado di riconoscere solo il roboante rumore delle bombe, allora posso imitare il rumore delle bombe con il mio violoncello, o con l’orchestra, senza uccidere nessuno. Possono ascoltare quella.”

Fonti: Al Jazeera | Washington Post |

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