Le evoluzioni dello yoga

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Se avete sempre collegato lo yoga con maestri indiani e incenso ora dovrete rivedere questo stereotipo, perché lo yoga si è evoluto, facendosi contaminare dalla modernità.
Uno dei nuovi tipi di yoga viene dall’Australia e precisamente nasce da un’idea di Ben Lucas, ex giocatore di rugby diventato personal trainer 13 anni fa, e Kate Kendall, istruttrice di yoga.

“Nel 2010 mi stavo allenando per la ultramaratona di 100 km” ricorda Lucas e per migliorare le proprie prestazioni gli fu suggerito di provare lo yoga. Fu in quel momento che incontrò Kendall e i loro due allenamenti si fusero.
“Ho notato come la sua formazione stava modificando la mia pratica yoga, rendendola più forte. Lo yoga lo rendeva invece più mobile e lo preservava dagli infortuni.” ricorda la Kendall.

Così hanno pensato di unire le due discipline: “Penso che le persone abbiano sempre meno tempo e vogliano sfruttare al meglio i loro soldi, richiedendo più forza, cardio e flessibilità tutto in una volta.” spiega Lucas.

E infatti è così: il Troga infatti usa un sistema di corde e cinghie appese al soffitto, chiamato ”allenatore in sospensione”, sfruttando  così il peso del proprio corpo come parte dell’allenamento.

“Portiamo la filosofia dello yoga all’interno dell’allenamento atletico” facendo sposare insieme la presenza mentale e la respirazione con la mentalità atletica. Il nome stesso deriva dall’unione della parola “yoga” e l’acronimo “TRX”, una forma di allenamento di resistenza con funi e cinghie.

Myo Edizioni - Yoga Wings of wind - Per l'armonicità dei movimenti e della respirazione negli esercizi di yoga
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Se questo tipo di yoga vi sembra strano, siate pronti a distruggere un altro mito, perché se pensavate che lo yoga fosse una pratica collegata al silenzio e alla tranquillità, cambiate idea: ora potreste entrare in una palestra che fa yoga con la musica hip-hop a palla.

“Parlando con le persone che stanno al lavoro tutto il giorno, si scopre che può essere difficile rilassarsi con lo yoga per via del silenzio.” afferma Sammy Veall, creatrice del primo studio di hip-hop yoga. “L’hip-hop ti porta da un’altra parte ed è così divertente che non potrete fare a meno di farlo.” spiega Veall.

Il sogno di Sammy era quello di diventare un’attrice e per questo nel 2001 si trasferisce a Los Angeles. Ma un terribile incedente la lascia con ustioni sul 35% del corpo e gli amici le consigliano lo yoga come terapia. Così capita a Brentwood, nello studio Maha Yoga di Steve Ross, ex musicista che ha suonato con gruppi come Beach Boys, Fleetwood Mac, Men at Work e altri prima di diventare insegnante di Yoga. Ross non ha abbandonato il proprio amore per la musica, dato che le sessioni yoga nel suo studio sono accompagnate da brani di Al Green, Black Eyed Peas o Mick Fleetwood.

“La musica pop mi permette di raggiungere un gruppo di studenti che altrimenti non farebbero yoga.” dice Ross su Yoga Journal “Anche se i testi non si allineano sempre con la filosofia dello yoga, la musica fornisce un contesto familiare in modo che gli studenti possano divertirsi, mentre studiano e crescono come yogi. […] La gente viene qui dal traffico e dal rumore.” continua “Non si può prendere qualcuno da un luogo caotico e metterlo immediatamente in profonda meditazione. Bisogna saperli prenderli da dove sono.”

Tra Sammy e lo yoga è stato amore a prima vista. Ha lasciato la carriera da attrice e si è dedicata allo studio per diventare una insegnante di yoga.

Tornata in Australia ha aperto il primo studio di hip-hop yoga a Merlbourne nell’aprile del 2013: “Sono sempre stata una grandissima fan dell’hip-hop e così ho deciso di dargli un’opportunià.” A Dicembre 2013 ha aperto la seconda sede a Sydney. Entrambi gli studi si chiamano Yoga 213 (213 è il codice telefonico di Los Angeles). I programmi offerti sono diversi a seconda del livello degli studenti. Il programma Hip Hop è pensato per yogi di livello avanzato: si concentra su posture Vinyasa accompagnate da musica con un ritmo forte stile Notorious BIG, Jay Z, R. Kelly o Frank Ocean. Al rilassamento sono dedicati gli ultimi 10 minuti di lezione, che terminano con 5 minuti di Savasana. Il programma Chill ha una forma più lenta, pensata per  principianti, che si concentra sul respiro e l’allineamento la musica ha un ritmo più tranquillo, stile Marley, Fleetwood Mac, Jurassic 5, Jill Scott and James Vincent McMorrow.

Se tutte queste variazioni non bastassero, qualche anno fa era nata anche la corrente degli Yogi nudisti.

Le proprietà curative di questa antica pratica sono ormai di dominio scientifico e dimostrate anche a livello scolastico, ma se volete qualcosa di più tradizionale, i classici tipi i yoga sono l’Hata Yoga, l’Ashtanga Yoga  e il Bikram Yoga.

Buona meditazione a tutti. Namasté.

Fonti: Sydney Morning Herald | The Age

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