Dall’incenso una possibile cura per il cancro al seno

Incenso contro cancro al seno

Si dice che in natura ci sia già tutto quello che ci serve: potrebbe venire dall’incenso una possibile cura per il cancro al seno? Ma aspettate a riempire la casa di bacchetti, di affumicare la famiglia con ogni tipo di incenso. La questione non è così semplice, ovviamente.

Innanzitutto l’incenso interessato è di un tipo particolare, e precisamente è un incenso creato da una resina che si produce nell’Oman, un paese della penisola arabica. Esso conterrebbe diversi acidi che i ricercatori dell’Università di Nizwa, che hanno condotto lo studio, hanno riunito sotto l’acronimo AKBA, sostituendo i complicati nomi di acido beta-boswellico, acido cheto-beta-boswellico e acetil-acido cheto-beta-boswellico.

Questi acidi non sono nuovi per i loro effetti: già in passato infatti avevano dimostrato di avere capacità di apoptosi, di indurre cioè la morte programmata delle cellule tumorali, in alcuni tipi di cancro, come quello al cervello, quello al colon e e nella leucemia.

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Nonostante i risultati ottenuti dai ricercatori siano promettenti, la cura non è ancora cosa certa e il dottor Ahmad Sulaiman Al Harrasi che ha supervisionato la ricerca condotta sotto la presidenza del Medicinal Plants and Marine Natural Products dell’Università dell’Oman, ha dovuto correre ai ripari quando i media locali e i social network si erano affrettati ad affermare con certezza che era stata trovata una cura.

Oltre al prestigio scientifico, ci sarebbe anche quello economico visto che questo tipo di incenso è molto costoso: si calcola che il  raccolto annuale di questo tipo di incenso nella regione del Dhofar (zona sud dell’Oman) sia intorno alle 7mila tonnellate con un fatturato di più di tre milioni di riyal (quasi 600mila euro). Gli storici pensano che l’esportazione in larga scala di questo prodotto sia iniziato già 8mila anni fa e la sua gomma è sempre stata usata per scopi medici e per il suo profumo, scelto anche come ingrediente principale del profumo Oman, prodotto da Amouage.

Nonostante l’appetibile notizia di una cura estratta dall’incenso dell’Oman potrebbe attirare i vampiri delle case farmaceutiche e scatenare uno sfruttamento intensivo, questa è una zona che bisogna preservare, perché il Dhofar, conosciuto come la terra dell’incenso, è considerato dall’Unesco Patrimonio Mondiale.

Fonti: La Stampa | Yourself | Gulf News

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