Individui consapevoli meno colpiti da ricompense immediate

Ecco un’ulteriore conferma al fatto che la meditazione funziona, è un nuovo studio della Università di Toronto Scarborough ad affermarlo: le persone che sanno gestire meglio i propri pensieri ed emozioni sono meno influenzati dai pareri positivi che provengono dall’esterno.

Dice Rimma Teper, dottoranda in Psicologia Sociale alla Università di Toronto e creatrice dello studio: “[I risultati dello studio] suggeriscono che gli individui consapevoli possono essere meno influenzati da ricompense immediate e si adatta bene con l’idea che gli individui consapevoli sono in genere meno impulsivi.”
“Il concetto di presenza mentale ha permeato la cultura popolare. E con questo aumento di interesse, gli scienziati di psicologia hanno cominciato ad esplorare ciò che significa esattamente essere consapevoli.” dice la Teper nel suo studio.

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Per questo studio hanno utilizzato l’elettoencefalografia, la registrazione dell’attività elettrica dell’encefalo, costituito dal cervello, dal tronco encefalico e dal cervelletto e i dati sono stati indicizzati prendendo come punto di riferimento il FRN (feedback-related negativity), una risposta data dal cervello in circa 250 millisecondi che differenziava risultati positivi da quelli negativi. Misurando le reazioni dei soggetti partecipanti in risposta ad feedback positivi, negativi o neutri e analizzando i loro tempi di reazione si è scoperto che non solo gli individui allenati nella presenza mentale sono meno sensibili ai feedback gratificanti, ma le loro reazioni hanno anche mostrato poca differenza, le une dalle altre, fra quelle ad un feedback gratificante e quelle ad un feedback neutro. Inoltre non è stata riscontrata alcuna differenza nella reazione avuta a feedback neutri e negativi.

Questo studio dimostra quindi che gli individui consapevoli e dediti alla meditazione sanno gestire effettivamente meglio le proprie reazioni. La cosa interessante che questo studio evidenzia è questo questo atteggiamento di distacco c’è non solo per le emozioni negative, ma anche per quelle positive: essi sono effettivamente più capaci di lasciare andare i propri sentimenti e pensieri, piuttosto che lasciarsi trasportare da essi come invece fanno i loro coetanei “meno consapevoli”.

È possibile scaricare il pdf dello studio (in inglese) qui.

Fonte: Psypost

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