Se volesse, il Principe George potrebbe anche diventare Buddhista

principe george buddhista se vuole dice arcivescovo Justin Welby

Il giorno dopo il battesimo del piccolo Principe George l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby ha affermato che il terzo candidato al trono e alla carica di capo della Chiesa d’Inghilterra potrebbe anche cambiare religione se volesse.

Un’affermazione che, a dir poco, ha fatto impallidire i tradizionalisti e molti all’interno della Chiesa, che già considerano l’Arcivescovo un figura che cerca di essere un po’ troppo accondiscendente con tutti.

Questa affermazione però si ricollega anche al pensiero del Principe Carlo, il quale ha spesso affermato che, nel caso dovesse essere incoronato re, avrebbe più piacere nell’essere visto come “difensore delle Fedi” piuttosto che “difensore della Fede”: da sempre affascinato dall’Islam, pensa che questa dicitura rendere più uniti diversi strati della società e rappresenterebbe meglio la multiculturalità della società britannica.

Il figlio William, inoltre, non sembra essere un praticante molto convinto, dato che partecipa alle funzioni religiose solo una manciata di volte l’anno e spesso in occasione di eventi come il Natale, battesimi o matrimoni.

Nonostante il comportamento del Principe William non differisca poi molto dall’atteggiamento generale dei suoi coetanei – solo l’8 per cento dei ragazzi della sua età frequenta la Chiesa regolarmente – la sua posizione lo mette in forte contrasto con gli altri membri della famiglia reale: la Regina è una cristiana devota e partecipa alla messa tutte le domeniche e anche Carlo, nonostante il suo interesse per altre religioni, attende al servizio domenicale molto di frequente.

La monarchia in generale comunque ha uno stretto legame con la chiesa: lo stesso titolo di Difensore della Fede è in vigore da quando il Papa nel 1521 lo conferì ad Enrico VIII per la sua difesa del Cattolicesimo Romano. Durante la sua incoronazione il sovrano promette inoltre di mantenere la Chiesa – un voto che la presente Regina prende molto sul serio. Gli Arcivescovi e i vescovi sono nominati dal monarca su consiglio del Primo Ministro, che a sua volta considera i nomi selezionati da una Commissione della Chiesa. Essi a loro volta fanno il giuramento di fedeltà alla Regina su appuntamento e non possono dimettersi senza ricevere l’autorizzazione reale.

Fonte: Mail Online.

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