Sbatti il monaco in prima pagina

BUDDHIST-MONKS-ON-JET-PLANE

Ha fatto scalpore qualche giorno fa la notizia del video di alcuni monaci buddhisti ripresi su un aereo privato. 

Un paio di giorni fa ha fatto il giro del mondo il video di alcuni monaci buddhisti, di tradizione Theravada, a bordo di un aereo: l’aereo era un jet privato e i monaci indossavano occhiali da sole griffati, i loro bagagli borse di Louis Vitton e, in attesa del decollo, ascoltavano musica con l’iPod. Un’immagine un po’ diversa da quella del classico “monaco buddhisa”.

Infatti subito si è alzato un coro di proteste: come mai nel buddhismo si predica la rinuncia al mondo e questi monaci girano con aerei privati e oggetti costosi al seguito? Che esempio danno questi monaci del Buddhismo nel mondo? Soprattutto i monaci thailandesi, di tradizione Theravada, peri quali la prima regola è la rinuncia al mondo?

Il direttore generale del National Office of Buddhism, Nopparat Benjawatananun, ha ripreso i monaci di un monastero nel nord est della Thailandia e l’intero corpo buddhista Thailandese è ora sotto controllo per evitare il ripetersi di atteggiamenti inappropriati. Aggiunge però che: “Quando il Signore Buddha era vivo, non c’era niente di tutto questo. Non c’erano automobili, smartphone o macchine fotografiche e le regole erano molto più semplici.” I monaci devono tenersi al passo con i tempi, aggiunge, e “sono costretti a scegliere i mezzi più adeguati.” Afferma inoltre che in molti casi sono i seguaci a “viziare” i monaci e a dar loro oggetti di lusso, arrivando perfino a comprare macchine sportive.

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A propria difesa infatti uno dei monaci ha affermato che il jet è stato pagato da un devoto per portarli a casa da Bangkok. Virood Chaipanna, direttore dell’Ufficio del Buddhismo di Si Sa Ket, afferma che il monaco si chiami Luang Pu Nenkham Chattigo, 34 anni, da Wat Pa Khantitham.

Nonostante la Thailandia sia la nazione con la più numerosa popolazione Buddhista al mondo e sia la nazione che ha lavorato maggiormente in questi 2600 anni nel mantere saldo il messaggio del Buddha, l’anno scorso ha visto 300 dei suoi 61,416 monaci e novizi buddhisti ripresi, o addirittura mandati via dalla fratellanza, per cattiva condotta a causa di consumo di alcol, rapporti sessuali con donne o addirittura estorsione.

Sembra comunque che i monaci non abbiano un buon rapporto con gli aerei.

A novembre del 2009 infatti un monaco buddhista del Myanmar di 45 anni è stato la causa delle 7 ore di ritardo che ha avuto il volo Kolkata-Gaya-Yangon della Air India. Sentendosi soffocare infatti il monaco, dopo aver studiato il manuale della sicurezza, ha pensato che aprire il portello dell’uscita d’emergenza fosse l’unica cosa che avrebbe potuto aciutarlo a respirare meglio. Immediatamente l’aereo è stato circondato e i passeggeri – di ritorno da un pellegrinaggio – sono stati costretti a lasciare l’aereo. Gli ufficiali poi hanno dovuto rimettere il portello a posto e ripressurizzare l’aereo prima di poter procedere al volo. Tutta la procedura ha richiesto diverse ore, a causa delle quali sei dei passeggeri che avevano Gaya come destinazione finale non hanno potuto continuare il loro viaggio.

Fonti: The Guardian | Bangkok Post | RT

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