Per l’Iran Buddha pericoloso come la Barbie e i Simpson

Iran ritira statue di Buddha | Buddhismo Loto

 

E’ notizia di qualche giorno fa che l’Iran ha iniziato a ritirare le statue di Buddha presenti nella capitale Tehran.

L’Iran è sempre stato in prima linea nella difesa dall’influenza occidentale, ma questa è la prima volta che a farne le spese è qualcosa che proviene da Oriente. La ragione è che le statue di Buddha sono considerate come simboli di “invasione culturale” e la presenza di esse è considerata una promozione del Buddhismo.

L’Arman Daily riporta infatti le parole di Saeed Jaberi Ansari, ufficiale per la protezione della cultura iraniana, secondo le quali traspare l’intenzione delle autorità di non permettere che un credo sia promosso in Iran attraverso quel genere di oggetti.

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Non si sa quante statue siano già state ritirate, ma le parole di un commerciante che vende questo tipo di statue può rendere la situazione più chiara: “Da quello che capisco, a nessuno dei nostri clienti interessa il Buddhismo, comprano e usano le statue come decorazione.” La stessa idea sembra essere confermata da una cliente: “I miei genitori hanno un set di cinque statue di Buddha a casa, ma semplicemente perché pensano che le statue siano belle.”

Nonostante questo alcuni islamici non sono d’accordo con la produzione di nessuna statua, considerata come promozione di idoli.

La sorte delle statue di Buddha va così a far compagnia alla sorte di altri simboli occidentali, come la Barbie o i personaggi dei “Simpson”.

Questa decisione ha provocato proteste in Sri Lanka, dove decine di protestanti hanno marciato in modo pacifico verso l’ambasciata iraniana, chiedendo al governo iraniano di rispettare i diritti religiosi.

Alla manifestazione hanno partecipato anche olto monaci buddhisti, appartenenti alla organizzazione Sihana Rawaya: “Durante il II e III secolo a.C. l’Iran era una nazione a prevalenza buddhista, per questo è molto importante per la nostra storia. L’Iran ha già distrutto i resti archeologici buddhisti e ora ha bannato le statue buddhiste” ha affermato Akmeemana Dayaratne Thero.

L’organizzazione chiedeva anche al governo iranianodi rispettare i diritti religiosi dei tanti lavoratori migrati dallo Sri Lanka all’Iran, molti dei quali ora sono Buddhisti residenti nella nazione musulmana. “Chiediamo al governo iraniano di dare la possibilità ai Buddhisti cingalesi di poter praticare la loro religione e permettere alle persone di tenere le proprie statue buddhiste. Se non possono farlo, che almeno rimandino quelle statue in Sri Lanka.”

Fonti: The Guardian | NZWeek

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