Non solo guerre di religione, ma anche di non-religione

Alber Saber Atheist egypt

La religione molto spesso è stata preso come spunto per iniziare guerre, conflitti e per far prevalere interessi. Al giorno d’oggi si può rischiare la vita anche per il motivo opposto.

È il rapporto dell’International Humanist and Ethical Union (IHEU) a mettere in luce la situazione: al mondo ci sono paesi in cui si rischia la prigione o la pena di morte se ci si dichiara atei.

Quest’associazione, che riunisce persone non religiose e raggruppa al suo interno oltre 120 organizzazioni di atei, umanisti e razionalisti da oltre 40 paesi nel mondo, nel proprio rapporto annuale mette subito in chiaro nell’introduzione, che nell’articolo 18 del General Comment 22 dell’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani si afferma che (paragrafo 2):

Article 18 protects theistic, non-theistic and atheistic beliefs, as well as the right not to profess any religion or belief. The terms ‘belief’ and ‘religion’ are to be broadly construed. Article 18 is not limited in its application to traditional religions or to religions and beliefs with institutional characteristics or practices analogous to those of traditional religions.

[Trad. : L’articolo 18 protegge convinzioni teiste, non teiste e ateiste, nonché il diritto di non professare alcuna religione o le convinzioni personali. I termini “fede” e “religione” sono interpretate in senso lato. L’articolo 18 non è limitata nella sua applicazione alle religioni tradizionali o di religioni e credenze con caratteristiche istituzionali o pratiche analoghe a quelle delle religioni tradizionali.]

L’ateismo e il teismo, si spiega nel rapporto dell’IHEU, sono protetti in modo uguale come manifestazioni del fondamentale diritto della libertà di pensiero e coscienza. Coloro che sono religiosi e coloro che non lo sono sono equamente compresi nei diritti umani perché sono tutti esseri umani, senza dover tener conto della loro religione o delle loro credenze.

Avalokitesvara è il Bodhisattva della Compassione

“La religione o credenza, per ognuno che ne professa una, è uno dei fondamentali elementi nella propria conezione della vita” si dice nella Dichiarazione sull’Eliminazione di tutte le Forme di Intolleranza e di Discriminazione basata su Religioni e Credenze delle Nazioni Unite.

Nonostante queste premesse il rapporto evidenzia come ci siano ben sette nazioni al mondo dove l’ateismo è punibile con la morte. E far notare che tutte e sette queste nazioni hanno l’Islam come religione di stato è solo un dato di fatto e non una critica a quella particolare religione. Sebbene la lista comprenda diversi paesi in cui vige una dittatura, il paese dove vengono eseguite più condanne a morte nei confronti di atei è una democrazia (sebbene debole), ed è il Pakistan. Le altre nazioni sono: Arabia Saudita, Iran Afghanistan, Sudan, lo stato Africano della Mauritania e quel bel paradiso che sono le Maldive, ma i casi in cui si rischia la pena di morte in questi paesi sono molto più rari.

Ci sono alcuni paesi invece nel quale non si rischia la pena di morte, ma “solo” la prigione con leggi che però sono difficili da distinguere dall’essere contro l’ “incitamento religioso”, cosa questa che è molto diffusa in tutto il mondo, persino in Europa. Generalmente, come ad esempio in Egitto o Indonesia, sembrano essere usate specificatamente contro cittadini che professino apertamente il proprio ateismo.

Le nazioni più “libere” invece restringono un po’ i diritti degli atei, per esempio limitando il diritto di matrimonio o il pubblico servizio. In altre ci sono leggi che revocano il diritto di cittadinanza, ostruiscono il diritto di avere accesso alla pubblica istruzione o evitano che gli atei lavorino per lo stato.

Il rapporto di quest’anno denota anche un incremento degli arresti per “blasfemia” sui social network: nei tre anni scorsi ci furono solo tre casi simili, ma nel 2012 c’è stata più di una dozzina di persone in dieci paesi che sono state perseguitate per “blasfemia” su Facebook o Twitter.

Ecco alcuni esempi:

  • In Indonesia, Alexander Aan è stato incarcerato per 2 anni e mezzo per un post su Facebook sull’ateismo.

  • In Tunisia, due giovani atei Jabeur Mejri e Ghazi Beji, il 28 marzo 2012 hanno avuto una condanna di 7 anni e mezzo di prigione per aver pubblicato su Facebook delle caricature di Maometto in abiti succinti. I due uomini sono stati definiti da Amnesty International due prigionieri di coscienza.

  • In Turchia, Fazil Say pianista di fama mondiale e ateo ha affrontato la prigione per dei <tweets blasfemi

  • In Grecia, Phillipos Loizos, 27 anni, creò una pagina Facebook che prendeva in giro il monaco Elder Paisios per la somiglianza del suo nome con pastitsio, un piatto simile alle lasagne la credenza dei greci nei miracoli e ora è in prigione con l’accusa di insulto alla religione.

  • In Egitto, il 17enne Gamal Abdou Massoud ha avuto una condanna di 3 anni per aver insultato l’Islam sulla sua pagina Facebook e Bishoy Kamel, 32 anni, ha ricevuto una pena di 6 anni per aver postato vignette “blasfeme” su Faceboook.

  • Alber Saber in questi giorni ha ricevuto da un tribunale egiziano la condanna di tre anni per aver postato su una pagina Facebook di atei egiziani il trailer del film Innocence of Muslims, nel quale veniva denigrato il Profeta Maometto.

Potete leggere il rapporto 2012 completo dell’IHEU, scaricandolo qui.

La definizione di Ateismo secondo l’Enciclopedia Treccani:

ateismo s. m. [dal fr. athéisme, der. di athée «ateo»]. – Genericam., il non credere nell’esistenza di Dio o di ogni altra divinità, per agnosticismo, scetticismo o indifferenza religiosa; il termine, spec. in passato, fu riferito all’atteggiamento di pensiero e di vita di chi non aderiva alle credenze religiose o alla filosofia ufficiale della propria comunità, e fu spesso confuso con il materialismo, il panteismo, l’epicureismo. Più in partic., soprattutto in epoca moderna, la dottrina che nega l’esistenza di Dio, considerato come principio unitario, personale e trascendente dell’universo, detta anche a. teoretico, distinto dall’a. pratico, che è quello di chi assume nei riguardi dell’esistenza di Dio un atteggiamento di scettica indifferenza.

Qui, invece, cosa si trova sull’Ateismo nell’Enciclopedia Britannica.

Fonti: Il Post | Washington Post | Iheu

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