La lingerie mette i buddhisti thailandesi contro la rivista Maxim

La lingerie mette i buddhisti thailandesi contro la rivista Maxim

L’ultima cosa a cui si pensa potrebbe essere associata all’immagine del Buddha è la lingerie femminile, ma a quanto pare qualcuno è riuscito a fare anche questo.

L’accusato è la rivista sexy per uomini Maxim.

Gli accusatori i buddhisti thailandesi.

Perché si parla di accusati e accusatori? Perché i thailandesi accusano di aver utilizzato l’immagine del Buddha in modo improprio.

Le prove? Fotografie pubblicate sulla pagina Facebook della rivista che ritraggono ragazze seminude e in mosse seducenti accanto e in mezzo a statue di Buddha: una delle foto mostra una ragazza in intimo con le mani posate sulla testa e su un braccio di una statua di Buddha; in un’altra foto la modella è in topless e, indossando solo gli slip, si copre il seno con il braccio in mezzo a dozzine di statue di Buddha; una terza foto mostra la bionda delle Hometown Hotties seduta in mezzo a statue di Buddha con le gambe aperte.

Bisogna riconoscere che come abbinamento è un po’ eccessivo.

In risposta ai reclami ricevuti il segretario permanente del Ministro della Cultura thailandese Apinan Poshyananda ha detto che avrebbe contattato il National Office of Buddhism (l’Ufficio Nazionale del Buddhismo, il NOB), il Ministro dell’Informazione Comunicazione e Tecnologia (per il fatto che le foto erano pubblicate su internet) e anche il Ministro degli Esteri (le foto provenivano da un paese straniero) e questi per far notificare alla rivista le loro obiezioni sull’uso improprio che è stato fatto di un simbolo religioso. Ha comunicato inoltre che, visto l’aumento dei casi di uso improprio dei simboli buddhisti negli ultimi tempi, il Ministro della Cultura produrrà un manuale, in thailandese e inglese, per gestire l’utilizzo di simboli buddhisti a scopo commerciale al fine di prevenire futuri abusi.

Apinan, che è anche Presidente della Compagnia Mondiale dei Giovani Buddhisti, ha visto le fotografie e ha pensato che fossero un insulto per i buddhisti. Per questo ha affermato di voler mandare una lettera direttamente alla rivista Maxim, con la motivazione che:

Se non sapevano che stavano facendo una cosa sbagliata, possono cambiarla, ma se loro lo sapevano e l’hanno fatta lo stesso, dovranno fronteggiare delle proteste.”

aggiungendo anche che il governo dovrebbe portare avanti il progetto di legge sulla protezione del buddhismo, in modo che ci siano punizioni per coloro che maltrattano i simboli religioni.

Questa vicenda si ricollega alle proteste messe in atto dal movimento Knowning Buddha, di cui abbiamo parlato in occasione dell’articolo sulla Disney che ha usato Buddha come nome per un cagnolino, uno dei protagonisti di una serie di film.

.

Fonte: The Nation

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...