Aldilà di ognuno di noi

Per la triste occasione del naufragio della nave ‘Concordia’ della Costa Crociere, avvenuto sulle coste dell’Isola del Giglio, abbiamo sentito necessario pubblicare le parole del Rev. Nisshin Taisen di Hokke Shoshu.

Questi sono giorni d’attesa per ognuno di noi. Le notizie che giorno dopo giorno rimbalzano su televisioni e radio entrano nel profondo delle nostre coscienze e ci riportano alla reale realtà della vita. Ora è il momento dei giudizi, delle condanne sommarie, della rabbia che più della comprensione e della compassione ci guida e ci consiglia, facendoci dimenticare che tutti per quanto grandi – conosciuti, famosi, o semplici persone – siamo solo uomini. Piccoli danzatori nel balletto della vita, e spesso ci sentiamo protagonisti, e danziamo, danziamo, magari solo per la paura di scoprirci sempre più piccoli. Ora è troppo facile comportarci come esperti di marineria, capitani coraggiosi e lupi di mare. Ma aldilà delle nostre convinzioni, non dobbiamo dimenticare mai che siamo solo uomini. Per quanto il nostro sdegno in questi giorni nutra ogni istante delle nostre giornate, ricordiamoci che è un uomo il comandante Schettino, che sono uomini i soccorritori e sono uomini quelle povere vittime che nulla hanno fatto se non quello di voler vivere una bella esperienza, magari sognata per anni e che ora i loro nomi ci sono diventati familiari, come quelli dei nostri amici o parenti. Ora possiamo soltanto cercare di non coprire i loro corpi con la nostra rabbia, la nostra arroganza, la nostra inadeguatezza. Comportiamoci cercando con tutte le nostre forze di camminare al centro, per quanto ci è possibile, e facciamo attenzione alle nostre parole e ai nostri sentimenti.
“Non sarete puniti per la vostra rabbia, ma sarà la vostra rabbia a punirvi”: questo ci ha lasciato il Buddha e noi dobbiamo sforzarci di cercare, perlomeno provarci, perché la rabbia non ci aiuta e non aiuta nemmeno coloro che ora sono nella sofferenza e nell’angoscia. Siamo tutti il comandante Schettino, perché siamo maestri di egoismo, e professori di arroganza. Io cerco di regalare a quei poveri corpi la parte migliore di me che non è certo la rabbia agitata contro un uomo troppo piccolo per le responsabilità affidatogli, un uomo che non era solo, quella sera, ma che ora è reso solo proprio dalla sua inadeguatezza. Ora prego che al più presto possibile si aprano le porte a tutte quelle persone che dormono nel ventre di un gigante, troppo gigante per lasciarsi governare, da una tecnologia che abbiamo reso insensibile e troppo sicura di se stessa. Qualsiasi sia la vostra religione, pregate. Qualsiasi sia la vostra filosofia restate vicini al cuore delle persone che soffrono, e che non vedono altro che il buio di fronte a sé. Abbiate cura di loro con le vostre parole, i vostri pensieri e non addormentatevi o sfogatevi per loro. Meritano molto di più da noi, che nelle nostre case ora guardiamo a loro come piccoli grandi eroi, che ci gridano di non continuare a fare e praticare il male. Se credete ai miracoli, sognatene uno enorme, ricolmo di luce e speranza. Sognate di vederli uscire fradici, tossire, ma vivi, da quella nave. Preoccupiamoci di loro, sosteniamoli, nel viaggio, abbracciamoli forte per non fargli più avere paura. Allunghiamo noi quella mano che aspettavano, ma che non è arrivata, che non è voluta arrivare fino a loro, per paura di essere fra quelli che ora, come loro, danzano nei nostri pensieri. La paura non è e non deve essere una colpa, perché ognuno di noi ha paura e ognuno di noi non conosce cosa avrebbe fatto o detto. Ora è troppo facile mettersi nei panni dell’eroe, difficile è riconoscere che è difficile esserlo, perché il nostro egoismo è più forte dell’amore che crediamo di nutrire, di avere o di dare. Preghiamo, perché tutto ciò che possiamo fare è pregare e a chi non crede nella preghiera mi sento di consigliare di sognare, quanto meglio può, che la preghiera funzioni.
Ora il Sutra del Loto ci dice di stare vicini, di guardare, di cercare di comprendere che nessuno può comprendere il disegno che ora si prospetta davanti ai nostri occhi. Ora il Sutra del Loto deve diventare una stampella alla quale appoggiarci per non cadere nella rabbia, nella paura, nel terrore. Ora il Sutra del Loto, aldilà di ciò che ognuno di noi può comprendere, ci confessa che non possiamo capire e allora l’unica cosa che possiamo fare è quella di dare la parte migliore di noi a tutto questo, pregando per le vittime, per i parenti e per coloro che sono stati la causa di tutto questo. Preoccupiamoci del come e non del perché, anche questo ci ha detto il Buddha, ma cosa significa? Significa che in una brutta situazione, non dobbiamo scaldare i nostri cervelli per comprendere le cause o le condizioni, ma comportarci al meglio anche in questo frangente.
Non me la sono sentita – anche se il nuovo editoriale era pronto – per la pubblicazione del vero editoriale. Ho preferito cercare di unire, piuttosto che dividere e così questo che avete appena letto, anche se banale è scritto e pensato da una persona che non era su quella nave e non ha nessuno ancora lì dentro, ma mi piace immaginare che anche in quel caso avrei fatto di tutto per pensarla come ora sapete. Ora continuiamo ad aspettare.

2 thoughts on “Aldilà di ognuno di noi

  1. Seifert Roberto gennaio 23, 2012 / 12:45 pm

    Meraviglioso !!’m
    Grazie per questi pensieri di Pace e Solidarieta’.

    Roberto

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