Guru Ramdev in sciopero della fame contro la corruzione in India

Il Guru – che tutti chiamano Baba – Swami Ramdev, il guru di yoga più famoso dell’India e ha deciso di combattere in prima persone la corruzione nel suo paese, un fenomeno ormai dilagante.

Baba Ramdev è arrivato venerdì a Nuova Delhi e all’aereoporto è stato accolto da molti suoi seguaci e anche da diversi importanti ministri del governo che tentavano di persuaderlo a desistere dal suo intento. Ma non c’è stato niente da fare. Da sabato infatti, dopo aver piantato una grossa tenda nel centro della capitale indiana, ha iniziato la sua protesta: rimanere in sciopero della fame (fino alla morte se necessario) finché il governo non accetterà le sue richieste contro la corruzione.

L’impegno di Ramdev conta anche sui milioni di suoi fedeli e ascoltatori: il Baba infatti tiene quotidianamente una trasmissione tv seguita da 30 milioni di persone e inoltre gestisce un impero nel mondo dello yoga da 40 milioni di dollari.

Questo è un nuovo colpo per il governo indiano che già ad aprile aveva subito lo sciopero della fame di Anna Hazare, un importante attivista sociale e per i diritti umani indiano, che era riuscito ad avere delle concessioni su alcune leggi anti-corruzione, anche grazie all’appoggio di molta parte della popolazione (compresi gli indiani all’estero), delle star di Bollywood e Tollywood.

“Le persone corrotte non hanno religione, sono demoni” ha affermato a proposito della sua scelta di iniziare il digiuno Swami Ramdev. La manifestazione del Baba è la rappresentazione di come la rabbia verso il fenomeno della corruzione stia avendo dei picchi sempre più alti nel paese: nel 2001 alcuni giornalisti hanno dimostrato quanto corruttibile fosse il governo, portando alle dimissioni del Ministro della Difesa; l’anno scorso poi il governo è stato colpito da una serie di scandali sulle telecomunicazioni che avrebbero fatto perdere alle casse dello stato oltre 40 miliardi di dollari.

La sua richiesta principale è che vengano ritirati i “black money”, i soldi neri: soldi tenuti in conti di banche estere sospettati di essere utilizzati per tangenti o altre transazioni illegali.
“Dopo che tutti questi soldi saranno portati nuovamente [nel nostro paese], nessuno sarà affamato, ignoranto, disoccupato…” ha detto il venerdì. Inoltre vorrebbe che venisse levato il taglio da 500 e 1000 rupie, usati, secondo lui, per transazioni illecite.

La parte delle sue richieste che probablmente colpisce maggiormente è l’instaurazione della pena di morte per i funzionari corrotti: una richiesta un po’ forte per un Baba di Yoga, ma forse non abbastanza per lui che è il contro i gay, contro la medicina moderna e afferma di essere in grado di curare il cancro e l’AIDS attraverso lo yoga e le sue terapie naturali, che sono la fonte del suo vasto reddito.

Dai primi commenti sembra che il governo sia disponibile ad instaurare un dialogo e a trattare con Baba Ramdev, a parte su un paio di punti.

Fonti: Reuters | India Express | Times of India | Google | I signori rossi

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