A Kyoto apre il primo museo globale buddhista

Ryukoku Museum
Copyright Ryukoku Museum /Ryukoku University

Si chiama Ryukoku Museum ed è completamente dedicato ai manufatti e alla storia buddhisti.Il museo fa parte dei progetti per le celebrazioni del 370° anno della fondazione della Ryukoku University, un’università privata che si basa sui valori del Buddhismo Shin, affiliata al Tempio Nishi Honganji.

La costruzione del museo è iniziata a luglio del 2007, a seguito della demolizione di due edifici che si trovavano sul sito: l’Honganji Temple Assembly Hall  e l’Honganji Temple Doho Center ed è situato nella parte est del Tempio Nishi-Honganji.
La struttura interna copre oltre 1000 metri quadrati di superficie espositiva, disposti su tre piani ed un seminterrato. All’esterno, l’edificio presenta un elegante frontale ondulato che ricorda un frontespizio di bambù, alto 6 metri e lungo 35, che dà un aspetto “Kyoto-esque” e che si intona perfettamente al quartiere circostante. La parte centrale del primo piano di fronte la strada Horikawa-Dori è dotato di vetro al posto di pilastri, dando una sensazione di “aperto”; attraverso l’uso di un giardino interno, inoltre, la luce naturale è accessibile anche al primo livello interrato, denotando così come la progettazione dell’edificio abbia pensato notevolmente all’ecologia. Al terzo piano è presente una sala teatro con un mexi schermo, con una definizione quattro volte superiore ad un display ad alta definizione.

Nel museo sarà presentata la storia del buddismo – la sua nascita in India, la sua diffusione in tutta l’Asia e la sua evoluzione in Giappone, oltre  ad esporre anche tesori nazionali e importanti beni culturali di proprietà dell’Università Ryukoku che includono i reperti raccolti durante le tre spedizioni condotte tra il 1902 e il 1914 in Asia centrale, guidate dal leader buddista ed esploratore giapponese Kozui Otani.
Inoltre sarà presente il tesoro nazionale Ruijukoshu, contenente poesie dalla collezione Man’yōshū (Collezione delle miriadi di foglie), la più antica collezione di poesia giapponese, compilata qualche tempo dopo il 759 a.C., nel periodo Nara, il cui autore – o uno degli ultimi autori – si pensa sia Ōtomo no Yakamochi.
Tra le altre esposizioni sarà presente  anche una riproduzione a grandezza naturale degli affreschi presenti nelle grotte dei Cento Buddha di Bezeklik (Bezeklik Thousand Buddha Caves), nel Turfan, nella regione cinese autonoma Xinjiang Uygur. Le grotte una volta erano abitate dei monaci tra il 5° e il 9° secolo e si trovano nel nord-est del Deserto Taklamakan della provincia dello Xinjiang. Le grotte hanno subito numerosi ed ingenti danni dai musulmani, Guardie Rosse e archeologi, di cui l’ultimo, Albert von Le Coq, rimosse una serie di affreschi dai muri di Bezeklik e li mandò a Berlino, dove, quelli che non sono stati distrutti dalle bombe della II Guerra Mondiale, sono ancora visibili nei musei. Attualmente ci sono ancora 57 grotte conservate, tutte numerate, che contengono frammenti di affreschi dal 6° al 14° secolo, raffiguranti ognuno i vari temi buddisti. Nella grotta n. 39 un gruppo di persone in lutto può essere visto accompagnato da tredici discepoli del Buddha. La parete nord della grotta n. 37 mostra un dipinto di un Bodhisattva, vestito di rosso con gli occhi azzurri e un lungo naso dritto. Le iscrizioni esplicative sono quasi tutti in cinese e Uigur, il che suggerisce che a quel tempo le culture della Cina e dell’Asia Minore si erano integrate e influenzate l’un l’altra.

In occasione dell’apertura del museo è già allestita una mostra speciale dal titolo “Buddha e Shinran” aperta fino al 25 marzo 2012, in coincidenza con il 750 ° anniversario della morte di Shinran, il fondatore del Buddhismo Shin: l’esposizione comprende circa 660 statue buddiste e scritture dal Giappone e da altri paesi asiatici.

L’ingresso è di 500 yen per gli adulti, 400 yen per gli anziani over 65 e per studenti universitari;  300 yen per studenti delle scuole superiori. Gli studenti delle scuole medie e i bambini più piccoli entrano gratuitamente.

Qui è possibile vedere altre immagini del progetto.

Fonti: IBNLive | KyodoNews | CycleKyoto | Ikjeld | China Tour Guide

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