L’università si prende cura della fede degli studenti

Accade in una delle più prestigiose università del mondo: la Duke University, ma può rappresentare un primo passo ed un esempio per tante altre strutture al mondo.

E’ proprio questa università infatti che ha deciso di adibire una stanza a “spazio della preghiera“: un piccolo spazio dedicato principalmente ai culti hindù e buddhista. Su una parete infatti c’è un altare buddhista, mentre su un’altra c’è dipinto un simbolo hindù, l’Aum, con un piccolo altare sotto. Lungo il corridoio che porta alla stanza della preghiera c’è anche un ufficio dedicato ad entrambi i gruppi.

Un grande gesto interreligioso e “un passo nella giusta direzione” ha commentato Hindu Rajan Zed – presidente della Universal Society of Hinduism, per la Duke che è affiliata alla Chiesa Metodista.

Secondo Christy Lohr Sapp, presidente associato della vita religiosa presso la Duke Chapel, solo quasi la metà degli studenti si dichiara legato ad una confessione religiosa e di questi circa 196 sono Hindù e 91 Buddhisti.

“E ‘davvero bello che la Duke rispetti tutte le religioni e stia cercando di adattarsi” ha detto lo studente Sophomore Kavin Vasudevan che si è detto molto eccitato per la nascita del nuovo spazio.

“Non ci sarà conflitto” riferisce Karna Mital, co-presidente dell’Associazione degli studenti hindù: gli eventi verranno programma per tempo, in modo che ogni gruppo abbia i tempi giusti per la preghiera.

La stanza è stata “inaugurata” a settembre dell’anno scorso ed è aperta tutti i giorni. Secondo Shian-Ling Keng, che sta lavorando ora al suo dottorato di ricerca, ammette che la comunità buddhista è molto aumentato dal quando è nato questo spazio: a volte è pieno, con la gente seduta fino alla soglia della stanza. Si tengono incontri di meditazione guidata e incontri e si sono organizzati anche incontri di studio in collaborazione con la Comunità Buddhista Eno River.
Più precisamente la Comunità buddhista offre sessioni di meditazione alle 8.30 di mattina quattro giorni alla settimana, più una sessione serale tutti i giorni. L’associazione degli studenti hindù segue i festival durante tutto l’anno e offre discussioni settimanali sulla Gita.

“E’ un posto molto, molto tranquillo” conferma Sumi Kim – cappellano della comunità buddista della Duke “in ogni momento della giornata le persone possono venire, osservare la nostra meditazione e farsi una prospettiva della loro vita.In quale altro luogo del campus che si può fare? Il bagno o forse la biblioteca?”

Fonti:
Sify
Herald Sun
Duke University

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