Animali e spiritualità

monk animal

 

Ieri,17 gennaio, si è festeggiato San Antonio Abate, festa molto sentita per allevatori e amanti degli animali. San Antonio Abate infatti è il protettore degli animali.
Per l’occasione Piazza San Pietro, in Vaticano, si è riempita di ospiti particolari ed insoliti. I classici animali domestici sono stati affiancati anche gli animali da fattoria: mucche, cavalli, pecore, capre, galline e anche conigli sono stati come da tradizione benedetti.
Quest’anno, diversamente dagli anni scorsi, c’erano anche i veterinari dell’AIA (Associazione Italiana Allevatori) i quali, in appositi gazebo, hanno offerto check-up gratuiti per cani e gatti.
La messa di benedizione è stata celebrata da Angelo Comastri, che durante la funzione ha detto:
Oggi vediamo gli aerei e non guardiamo alle stelle. Non c’è più il contatto con la natura, con il mondo fatto da Dio. Dobbiamo recuperare quello sguardo di stupore e di rispetto” ha aggiunto “perché rispettando la natura rispettiamo il giardino che Dio ci ha dato: più rispettiamo la natura e più benefici ricadono su di noi“.

Ad avere un maggiore contatto con il mondo degli animali ci hanno pensato nel Priorato Buddhista di Portland dove guardano attentamente al lato spirituale degli animali da compagnia: “La visione buddhista dice che loro sono parte di chi e cosa siamo”  commenta Rev. Meiko Jones.

Proprio questa visione ha portato un proprietario di sei cani, Mark Ferguson, ad avvicinarsi alla pratica Buddhista:
Il mio percorso spirituale doveva includere  i miei animali da compagnia” dice, aggiungendo che cercava una fede nella quale si trattassero gli animali come una parte importante della pratica spirituale: a Novembre a ricevuto l’ordinazione nel lignaggio Zen.
Condividiamo questa vita insieme, gli animali e noi, tutti insieme verso l’Illuminazione

I buddhisti credono nella reincarnazione e gli animali potrebbero essere parenti lontani in forma di animale: questo cambierebbe il modo in cui si trattano i “pets” (termine inglese con cui si identificano gli animali da compagnia). Per questo la Rev. Jones non ama l’espressione “pet”, preferendo invece le parole “compagni” o “amici” per sottolineare la loro posizione ugualitaria con gli umani.

Il buddhismo comunque non è l’unica religione che riconosce questa importanza agli animali; molte altre denominazioni vedono un’importanza crescente degli animali nella vita dei membri delle proprie congregazioni.

Alla parrocchia Episcopale San Giovanni Battista, nel campus della Scuola Episcopale dell’Oregon, la benezione annuale dei “pet” che si tiene il 4 ottobre, festa di San Francesco di Assisi (patrono degli animalie dell’ecologia), è uno dei servizi più seguiti: il Rev. Robert Bryant dice che negli ultimi 20 o 30 anni questo tipo di rito nelle chiese americane è cresciuto in modo esponenziale .

Per molti del nostro popolo è quasi importante quanto il Natale o la Pasqua.

Gli Universalisti Unitari hanno stabilito 25 anni fa un programma di Ministero degli Animali per migliorare il trattamento degli animali dice il Rev. LoraKim Joyner la quale fa anche notare che il ministero è cresciuto molto a livello nazionale in questi ultimi anni. Il ministero comprende argomenti come abusi su animali o la sperimentazione sugli animali nei sermoni.

La First Unitarian Church di Portland non dispone di un formale ministero degli animali, ma “affermiamo l’importanza degli animali nelle vite delle persone” dice il Rev. William Sinkford.
Gli animali possono essere la fonte più affidabile e più sicura di contatto” dice Sinkford; una realtà è che molte persone sono sole e gli animali possono aiutare a rendere meno difficile quella solitudine. Non è la nostra connessione agli animali che è nuovo, ma la misura del nostro isolamento, dice il reverendo.

Alcune chiese addirittura offrono cappellani degli animali interconfessionali: clero appositamente addestrati o laici che offrono servizi come supporto nel dolore per la perdita di un animale domestico e servizi di preghiere per gli animali malati o feriti. I cappellani sono un ministero specializzato fornito da interfaithofficiants.com.

Il Faith Outreach program della Humane Society degli Stati Uniti invece tenta di coinvolgere le organizzazioni di fede a prendere posizione su questioni relative alla protezione degli animali. La premessa da cui parte è che i valori religiosi invitano le persone a trattare tutte le creature viventi con compassione.

Il rapporto fra animali e religione si è inserito anche nel mondo accademico: all’Università di Harvard si può seguire un corso estivo di legislatura sulla religione e gli animali, tenuti dal professor Paul Waldau, che è anche presidente del Religion and Animals Institute che studia la relazione fra religione e animali.

Nel frattempo i Buddhisti nella città Bodhgaya hanno paura che, dopo la morte di un pesce ‘golden fish’ sacro dovuta alle temperature glaciali, le cose potrebbero peggiorare.

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