Tibet, dopo le proteste arrestati un centinaio di monaci

Con il Tibet bloccato e tenuto fuori dalla vista del mondo, la Cina può impunemente agire contro i manifestanti.

In questi giorni sono di nuovo molto tesi i rapporti fra Tibet e Cina.
La tensione è stata generata soprattutto nella giornata del 9 marzo: i monaci del monastero Raja avevano issato una bandiera del Tibet e il giorno dopo i militari avevano rimosso la bandiera con la forza.
Recentemente, il 20 marzo, il governo ha arrestato sette monaci con l’acusa di aver issato la bandiera, considerata “separatista” e proprio quel giorno il monaco Tashi Sangpo si è scappato dalla stazione di polizia, lanciandosi nel fiume la cui corrente lo ha trascinato via senza vita.
Il giorno seguente è stata organizzata una manifestazione di circa 2mila persone – fra monaci e semplici cittadini – per protestare contro la morte del monaco, che è fuggito per scappare dalle torture della polizia cinese. Durante la manifestazione sono state lanciate pietre e almeno un ufficiale della polizia cinese è stato picchiato dai manifestanti.

In seguito a questa manifestazione la polizia ha arrestato quasi un centinaio di monaci.

“Il suicidio del monaco Tashi Sangpo – dice ad AsiaNews Urgen Tenzin, direttore del Tibetan Centre for Human Rigths and Democracy (TCHRD) – è indicativo della brutalità dei funzionari cinesi. Tashi Sangpo, che ha dispiegato la bandiera tibetana, sul monastero è stato condotto in un centro di detenzione, dove la tortura è un metodo che sfida tutte le norme e i regolamento sul trattamento dei detenuti”. “Speriamo – aggiunge – che il suicidio di questo monaco non si risolva solo in critiche della comunità internazionale, che deve rendersi conto della insicurezza della situazione dei monaci e delle monache nei monasteri e anche di tutti i tibetani in Tibet”.
Per sotenere la campagna di Hokkekyo Shu “Free Tibet for a Free China”, leggi qui.

One thought on “Tibet, dopo le proteste arrestati un centinaio di monaci

  1. anna rossi marzo 11, 2015 / 10:24 am

    Ogni abuso e violenza su animali e’segno di inciviltà

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