Martin Luther King e Thich Nhat Hanh: maestri di pace

Martin Luther King e, sullo sfondo, un quadro del Mahatma Gandhi

Il 28 agosto del 1963 si svolge la celebre marcia di Washington per il lavoro e la libertà, al termine della quale Martin Luther King leggerà il famoso discorso “I have a dream”, il sogno di un mondo dove ognuni essere umano si sentirà uguale agli altri e sarà trattato in qualnto tale, con le stesse speranze e gli stessi diritti.

Per celebrare questo anniversario importantissimo per tutti gli amanti della pace, vi proponiamo il video della marcia su Washington e, di seguito, la traduzione della lettera che Martin Luther King scrisse alla commissione per l’assegnazione del Premio Nobel, indicando Thich Nhat Hanh come possibile candidato.

Traduzione della lettera Martin Luther King alla commissione per l’assegnazione del Premio Nobel

La lettera originale in inglese può esser consultata qui pubblicata da Steve Denney sul portale hartford-hwp.com

25 gennaio 1967

Istituto Nobel
Drammesnsveien 19
Oslo, Norvegia

Signori:

Come Premio Nobel per la pace Laureato nel 1964, ora ho il piacere di proporre a voi il nome di Thich Nhat Hanh per tale premio nel 1967.

Io personalmente non conosco nessuno più degno di questo premio Nobel per la pace di questo dolce monaco buddista dal Vietnam.

Questo sarebbe un felice anno in particolare per voi per elargire il premio al Venerabile Nhat Hanh. Questi è un apostolo della pace e della non-violenza, crudelmente separato dal suo popolo mentre è oppresso da una feroce guerra che è cresciuta fino a minacciare la salute e la sicurezza di tutto il mondo.

Poiché non c’è onore più grande del Premio Nobel per la Pace, il conferimento di questo Premio a Nhat Hanh sarà di per sé uno più generoso atto di pace. Questo gesto ricorderebbe a tutte le nazioni che gli uomini di buona volontà sono sempre pronti a portare gli elementi di rivalità fuori da un abisso di odio e di distruzione. Risveglierebbe gli uomini alla luce dell’insegnamento di bellezza e di amore che si trova nella pace. Essa permetterebbe di contribuire a rilanciare le speranze di un nuovo ordine di giustizia e di armonia.

Conosco Thich Nhat Hanh e ho il privilegio di chiamarlo mio amico. Permettetemi di condividere con voi alcune cose che so di lui. Troverete in questo unico essere umano uno vasta gamma di capacità e interessi.

Egli è un uomo santo, perché egli è umile e devoto. Egli è uno studioso di grande capacità intellettuale. Autore di dieci volumi pubblicati, è anche un poeta di chiarezza e superba umana compassione. La sua disciplina accademica è la Flosofia della Religione, di cui è professore presso Van Hanh, l’Università buddista che ha sede a Saigon. Egli dirige l’Istituto di Studi Sociali presso questa Università. Questo sorprendente uomo è anche redattore della Thien my, un influente settimanale buddista. Ed è direttore di “Gioventù per il Servizio Sociale, un istituto vietnamita che addestra i giovani alla riabilitazione pacifica del loro paese.

Thich Nhat Hanh oggi è praticamente senza casa e nazione d’appartenenza. Se volesse tornare in Vietnam, cosa che vorrebbe fare, la sua vita sarebbe in grande pericolo. Egli è la vittima di un brutale e particolare esilio perché si propone di portare la sua difesa di pace al suo popolo. Che tragico commento è questo sulla situazione esistente in Vietnam e quelli che la perpetuano.

La storia del Vietnam è piena di capitoli di sfruttamento da parte di poteri esteri e di uomini corrotti dalla ricchezza, ancora adesso i vietnamiti sono duramente governati, mal nutriti, mal alloggiati e caricati del peso di tutti i disagi e terrori della guerra moderna.

Thich Nhat Hanh offre una via d’uscita da questo incubo, una soluzione accettabile per i leader ragionevoli. Egli ha viaggiato il mondo, consigliando uomini di Stato, capi religiosi, studiosi e scrittori, mobilitando il loro sostegno. Le sue idee per la pace, se applicate, potrebbero costruire un monumento per l’ecumenismo, per un mondo di fraternità e di umanità.

Con deferenza raccomando a voi di investire la sua causa con la riconosciuta grandezza del Premio Nobel per la pace del 1967. Thich Nhat Hanh porterebbe tale onore con grazia e di umiltà.

Cordiali saluti,

Martin Luther King, Jr

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