Il Buddha grasso? Ma quando mai….

È molto facile, parlando con amici e conoscenti, di sentire pronunciare la frase “grasso come un Buddha“. Beh, mai frase fu più inappropriata!

La maggior parte delle persone infatti identifica il Buddha Shakyamuni con quella famosa statuina, che si vede spesso in giro, che rappresenta un monaco grasso dalla testa rasata. In realtà quella figura non è il Buddha e non avrebbe neanche potuto essere così…”in carne”.

Prima di raggiungere l’Illuminazione, una delle tante prove a cui il Buddha si sottopose fu il digiuno, come richiesto ancora oggi dalla regola dei Bhikkhu, i monaci buddhisti, e nel Canone Pali si legge come il Buddha stesso descrivesse gli effetti dei suoi lunghi digiuni:

Rappresentazione del Buddha
Rappresentazione del Buddha

«Il mio corpo raggiunse uno stato di estrema magrezza; gambe e braccia divennero come canne vecchie e appassite a causa del troppo poco cibo; il mio sedere divenne come il piede di un cammello; la mia spina dorsale divenne come le perle di un rosario, con le vertebre sporgenti e rientranti; le costole sporgevano come le vecchie travi di una casa scoperchiata; le pupille, infossate e piccolissime, rilucevano nelle mie orbite come in un pozzo i sottostanti specchi d’acqua rilucono in modo evanescente; la pelle del mio capo divenne vuota e grinzosa come una zucca selvatica tagliata fresca lasciata al sole; e quando volevo toccare il ventre giungevo alla spina dorsale, e quando volevo toccare la spina dorsale, giungevo di nuovo al ventre; cosí vicino mi era venuto il ventre alla spina dorsale per questa nutrizione estremamente scarsa; se volevo evacuare sterco e urina cadevo in avanti. Per rinforzare questo corpo, allora io strofinavo le membra con la mano, e mentre io cosí strofinavo le membra, cadevano i peli, putridi alle radici» (M. XXXVI).»

Anche l’iconografia non ha mai rappresentato il Buddha come una persona grassa, infatti gli stessi artisti ellenistici si ispirarono proprio alle parole qui di sopra trascritte per prendere ispirazione per le loro raffigurazioni di Buddha. Inoltre, in India e per il popolo indiano, la magrezza è il simbolo della povertà e quindi il Buddha non sarebbe mai stato rappresentato così grasso, ma piuttosto…asciutto.

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Ma allora chi è quella figura che viene rappresentata in quel modo e che viene sempre scambiata per il Buddha? Come si può leggere qui si tratta ditutt’altra persona.

Il “buddha grasso”, se così si può dire, si tratta di P’i-pu-tai Ho-shang (che significa Piccolo-monaco Sacco-di-cuoio), che abbreviato per comodità, diventò Pu-tai.

Pu-tai o "Piccolo Monaco Sacco di Cuoio"
Pu-tai o “Piccolo Monaco Sacco di Cuoio”

Secondo le scritture si tratterebbe di un seguace cinese del Buddha, che visse intorno al 900 dopo Cristo. Si legge anche che durante la sua vita si dedicò molto agli stravizi, conducendo una vita da gaudente. Una volta stanco di questo tipo di vita, Pu-tai decise di dedicarsi alle discipline ascetiche, e vi si dedicò con così tanto impegno che riuscì perfino a raggiungere l’Illuminazione, meritandosi così l’appellativo di Buddha.

Generalmente è raffigurato come un monaco, con la testa rasata e con un grosso sacco che si porta sempre appresso, nel quale – e da qui deriva il nome – ci sarebbero raccolte tutte le gioie terrene. Spesso viene anche raffigurato con tanti bambini intorno che cercano di imprigionarlo in rappresentanza dei vizi della vita a cui è riuscito a sfuggire.

Grazie alla sua storia, viene spesso invocato perché aiuti a conseguire le gioie materiali insieme all’appagamento dei sensi e alla realizzazione spirituale.

In Giapponese Pu-tai è diventato Hotei, mentre in Tibet è conosciuto come Hva-sang, rappresentato grasso e felice, con in mano un rosario e una conchiglia, spesso circondato da bambini.

Come sempre, le leggende sono sempre un po’ diverse a seconda delle versioni di chi le scrive o le racconta.

Leggi la storia di Budai secondo Wikipedia.

E c’è anche un gioco che ha come soggetto la storia di Budai…

One thought on “Il Buddha grasso? Ma quando mai….

  1. n1hilism marzo 25, 2011 / 12:45 pm

    molto interessante, sapevo della differenza documentarmi mi aiuta

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